
C'era una volta... una strana spiga di grano, con lunghi "baffi" neri ed altissima, ma che, proprio per questo, rischiava, spesso, di essere distrutta, insieme alle sue sorelle dai vivaci temporali estivi.
C'era una volta un piccolo gruppo di persone che volevano raccontare la sua storia al mondo.
Una storia talmente piccola ed insignificante che rischiava di sparire nella nebbia dei tempi antichi, annientata dalle tuonanti voci dei tempi veloci di oggi.
Ecco delle immagini di un presente, che raccontano piccole storie del passato.
La storia del "Grano Cappelli" come di un grano della storia dell'uomo e dei valori della terra.
La nostra convinzione e testardaggine ci impone di raccontare questa fiaba e di gettarla nel web come si getterebbe in mare una bottiglia con un qualche messaggio prezioso.

Qui a Reopasto, nonostante la nostra non sia agricoltura biologica certificata (premettendo che rispettiamo molto questo modo di coltivare), adottiamo un tipo di agricoltura che fa un uso limitatissimo di agenti chimici industriali.
Per questo tipo di grano abbiamo deciso di farne totalmente a meno e lo abbiamo coltivato come si poteva fare un tempo, arricchendo il campo, prima della sua semina solo del letame dei nostri animali.
Poi, lo abbiamo raccolto e fatto macinare a pietra ottenendo la sua semola integrale in un antico molino del nostro incantato Centro Italia.
Le difficoltà sono tante, perchè non siamo più abituati a riconoscere sapori diversi da quei pochi che conosciamo oggi, ma sappiate che il Cappelli e altri grani anche teneri che si coltivavano in passato erano quei grani che, in forma di pane, sorreggevano i contadini nei lavori dei campi, dalla mattina alla sera.
Sicuramente anche se ieri non erano note nozioni come indice glicemico di un alimento o il valore intrinseco di un cibo integrale, cioè ricco di fibre, ma anche di tutti i nutrienti e del loro valore vitale... oggi possiamo riappropriarci di quel modo di alimentarsi, prendendo la buona qualità antica e adeguandola alle nostre necessità nutrizionali.